uso dei segni diacritici in romeno
In alcuni siti personali su Internet si tende ad abbandonare l'uso di segni diacritici necessari per i testi scritti in romeno. In questo modo si riesce a scrivere un maggior numero di parole in poco tempo. Un altro motivo per evitare la scrittura con i segni diacritici è l’incompatibilità di diversi tipi di font, che trasforma queste lettere speciali in quadrattini e altri segni di punteggiatura.
Anche nelle traduzioni assistite (o automatiche) è importante usare le lettere con i segni diacritici. In caso contrario, il numero degli errori aumenta in modo significativo.
Se nella corrispondenza via e-mail, su Facebook, Twitter e altri siti, la mancanza di segni diacritici è tollerata, nel materiale pubblicato su giornali, documenti ufficiali e delle case editrici è del tutto controindicato, perché può causare confusione, a volte simpatica, a volte esilarante. I segni diacritici sono richiesti per la stesura di glossari, dizionari, libri di testo, grammatiche, ecc. In questo modo si evita una confusione inaccettabile. La loro omissione invece ostacola la corretta lettura dei nomi propri di persone, luoghi, paesi ecc.
In una tale situazione non ci sarebbe distinzione tra Paşcu e Pascu, Ţurcanu e Turcanu, Vasilică (m) e Vasilca (f.), Ionică (m) e Ionica (f.) ecc., non ci sarebbe modo di sapere se si tratta di Pascu Vasilcă o di Paşcu Vasilca e Ţurcanu in un indice di nomi di persone sarebbe sbagliato trovarlo sotto la lettera T, piuttosto che sotto la lettera Ţ.
E’ assolutamente sconsigliato omettere i segni diacritici nei titoli sulle copertine delle pubblicazioni. Il titolo di un romanzo, di un articolo o di una monografia potrebbe essere letto in modo errato. Per esempio, il titolo di opere come Faţa nevăzută a Lunii (Il volto invisibile della luna), Ceaţă în pădure (La nebbia nel bosco) e Feţele tăcerii (Le facce del silenzio) diventerebbero Fata nevăzută a Lunii (La ragazza invisibile della luna), Ceată în pădure (Una banda nella foresta) şi Fetele tăcerii (Le ragazze del silenzio), mettendo in una situazione imbarazzante le persone che potrebbero ricordare e pronunciare questi titoli in modo sbagliato.
Il termine diacritico deriva dalla parola greca diakritikos, che significa distinguere.
L’alfabeto della lingua romena contiene i seguenti cinque lettere con segni diacritici: ă, â, î, ş, ţ:
- ă (si pronuncia ë): par (pallo), păr (capelli), păr (pero), măr (melo), mâr (suono che imita il ringhio del cane); mătură (scopa), matură (matura).
- â (si pronuncia ï) : câr (imita il grido della cornacchia), car (carro); cârd (gregge), card (carta); dânsul (lui), dansul (danza); dâră (traccia, orma), dară (ma, però), gâze (piccoli insetti), gaze (gas); gâza (piccolo insetto), gaza (gassare); mână (mano), mâna (condurre), mană (carbonchio); mâţă (gatto), mata (Lei); până (finché, fino à quando), pană (penna, piuma), pâră (denuncia), para (centesimo), pară (pera); sârmă (filo di ferro, sarma (polpetta avvolta in foglie di cavolo o di vite); vâna (cacciare), vână (vena), vană (vasca), vâr (introduco), văr (cugino), var (calce).
- î (si pronuncia ï) : târî (trascinare), ţari (zari), tari (forti), ţări (paesi), ţâri (sgombri).
- ş (si pronuncia sc(e), sc(i)): şiţă (assicella), sită (setaccio); paşte (pascere), paste (pasti); peşte (pesce), peste (su, sopra, oltre, di là); raţă (anitra), rată (rata); şură (rimessa/granaio), sură (brizzolato/a).
- ţ (si pronuncia z): ţeapă (palo), teapă (tipo, sorta, genere, fatta); fată (ragazza), faţă (faccia); fete (ragazze), feţe (facce); ţară (paese), tară (tara, magagna, difetto), ţâră (poco); tată (padre), ţaţă (comare, zia), ţâţă (tetta); ţânc (bimbo/ragazzino), tanc (carro).
Il punto sopra la lettera ”i” e ”j” non sono considerati segni diacritici in quanto fanno parte del ‚corpo’ della lettera.
Bisogna inoltre ricordare che dal 1990, la ”î” collocata all’interno delle parole è stata sostituita con ”â”, come prima della seconda guerra mondiale.
Per ogni lettera con segno diacritico si possono fornire esempio di alcune esemplificazioni della confusione che può generare la loro ommissione:










