L'umanesimo liberale di Wilhelm Röpke
Abstract Tesi di Laurea
“L’Umanesimo liberale di Wilhelm Röpke è attuale e può rappresentare un nuovo modo di fare politica economica?” Questa è la domanda che mi sono posta e la risposta che mi sono data è: si.
Ma per rispondere a questa domanda, la mia tesi si snoda come un fil rouge attraverso i principi e le teorie di Röpke, analizzati attraverso le sue opere, prendendo in considerazione, a distanza di oltre 50 anni, l’attualità e la validità della sua ‘terza via’.
Per dimostrare la validità e l’attualità di questi principi e teorie, di quanto sia importante non perdere di vista i valori come la verità, la libertà e l’umanesimo, per le implicazioni economiche, morali e sociali che esse comportano, ho articolato la mia tesi in quattro capitoli: il primo tratta le origini dell’umanesimo liberale; il secondo la vita, le opere e il pensiero di Wilhelm Röpke; il terzo l’Ordoliberalismo[1] e la Scuola di Friburgo[2]; il quarto tratta la teoria della “terza via” di Röpke e il suo contributo alla Germania, Italia ed Europa, mostrandone i vantaggi e i limiti.
Ma ovviamente, alla prima domanda, sono seguite necessariamente altre due: quali sono le origini dell’Umanesimo liberale di Röpke? qual’è stato il contributo dato da Röpke alla Germania e all’Europa?
Entrambe sono complesse, la prima è legata allo sviluppo del Liberalismo, al Liberalismo di matrice tedesca – l’Ordoliberalismo – e alle temperie alle quali accennerò più avanti; mentre la seconda, relativa al contributo dato da Röpke, vorrei da subito sottolineare l’importanza che ha avuto la sua teoria della “terza via”. Infatti Röpke è stata una figura di spicco del panorama intellettuale del XX secolo in Europa e ha giocato un ruolo fondamentale nella ricostruzione della Germania del secondo dopoguerra, contribuendo alla crescita della cultura europea in campo politico, economico e sociale.
Per comprendere meglio l’Umanesimo liberale di Wilhelm Röpke è necessario fare un breve excursus della sua biografia, l’esperienza di vita, la formazione, le aspirazioni e le difficili scelte (mi riferisco all’autoesilio) fatte per restare coerente con le sue convinzioni.
Il pensiero di Röpke è stato profondamente segnato da alcuni eventi storici come la Prima Guerra Mondiale, la crisi economica degli anni ’30, la nascita di movimenti nazionalistici e socialisti, la Seconda Guerra Mondiale, il secondo dopoguerra e dalla sua esperienza personale in particolare il servizio militare prestato durante la prima Guerra Mondiale e l’autoesilio.
Bisogna fare una breve premessa per ribadire che il liberalismo rappresenta la teoria politica e la filosofia della libertà, in quanto sostiene la necessità di tutelare e valorizzare il singolo individuo nel contesto dell’organizzazione sociale e bisogna riconoscere che è la dottrina che ha maggiormente influenzato la concezione moderna dello Stato e del suo rapporto con la società, definendo tutte le altre dottrine politiche.
E’ proprio per questo concetto che l’umanesimo liberale si rifà alle radici comuni della scuola storica del liberalismo di John Locke[3], Montesquieu[4], Immanuel Kant[5] ma soprattutto di Adam Smith[6] e Alexis de Tocqueville[7], fino all’Ordoliberalismo, nato come filosofia alternativa alla teoria liberale classica, ad opera delle scuole di economia austriaca e friburghese.
Per comprendere la collocazione di Röpke all’interno di questo quadro, bisogna ricordare che il suo Umanesimo liberale è un concetto fortemente legato a quello di democrazia basata sulla libertà.
L’Ordoliberalismo prende il nome dalla rivista Ordo sulla quale, nel 1936, tre dei rappresentanti della Scuola di Friburgo (Walter Euken, Eugen von Böhm-Bawerk, Alexander Rüstow) pubblicarono il loro Manifesto.
Questa teoria raccoglie tutte quelle personalità che hanno opposto resistenza al nazismo, tra l’Austria e la Germania, esprimendo il malessere intellettuale in risposta alla profonda crisi economica e politica sviluppandosi come scuola di pensiero economico che cercava di ripensare il liberalismo alla luce di un ruolo attivo dello Stato e del rifiuto dell’autoregolazione del mercato.
E’ importante precisare che l’Ordoliberalismo ha dato i natali a quella “terza via” che si imponeva come opzione tra il liberalismo economico e la pianificazione economica, generando quello che è oramai conosciuto come “economia sociale di mercato”, dove lo Stato assume un ruolo di regolatore al fine ultimo di realizzare il benessere della società in un contesto di libero mercato attraverso la regolamentazione atta ad eliminare la creazione di monopoli od oligopoli e posizioni di dominio. Gli ordoliberali, ovvero i padri dell’economia sociale di mercato, hanno posto l’attenzione sul fatto che l’idea liberale di una società libera è un’idea costituzionale, che necessita di una formalizzazione costituzionale.
L’Umanesimo liberale di Röpke è un insieme di: attenzione e rispetto per l’essere umano e senso civico; tale insieme si manifesta attraverso l’economia, la politica e la morale. L’Umanesimo liberale di Röpke è animato, oltre che da ideali etici, da una profonda competenza dei problemi economici.
Per Röpke, l’economia di mercato si deve necessariamente accompagnare alla sensibilità per avere una dimensione sociale. È questo uno dei più importanti contributi che Röpke ha dato alla teoria ordoliberalista, soprattutto per aver sviluppato l’idea della “terza via” dell’economia sociale di mercato (o ‘economia delle regole’).
Il merito di Röpke è stato quello di aver reso possibile, attraverso la sua teoria sull’economia di mercato, la sottrazione dell’economia alla politica.
La sua è una visione di una società nella quale le attività economiche s’integrano nel contesto culturale e morale, riconoscendo il ruolo determinante dell’individuo. L’economia sociale di mercato röpkiana è l’essenza morale del rapporto fra etica ed economia nella dimensione sociale.
Certamente Röpke non è l’unico che ha trattato questi temi ma, dal mio punto di vista, è stato quello più innovativo nell’esporli e nel dimostrare quanto le sue idee in proposito fossero lungimiranti.
Le politiche economiche e sociali progressiste rendono meglio se considerate nel contesto della natura umana e non in maniera isolata.
In conclusione, ho ritenuto rilevante mostrare in questo lavoro nel modo più esauriente possibile, il pensiero di Wilhelm Röpke, nelle sue molteplici e complesse sfaccettature. Il mio intento era quello di dimostrare la validità della tesi di Röpke anche oggi e quanto sia importante non perdere di vista i valori come la verità e la libertà. Si potrebbe anche dire che dal rispetto della persona, nascono gli ideali come la libertà.
[1] Ordoliberalismo (in tedesco: Ordoliberalismus) è una corrente socioeconomica liberale, chiamata come il giornale accademico sul quale gli economisti pubblicavano le loro idee, ORDO, nata in Germania a partire dagli anni ‘30 in risposta alla profonda crisi economica e politica, ha dato origine all’economia sociale di mercato.
[2] Fondata da Walter Eucken
[3] John Locke (1632-1704)
[4] Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu (1689-1755)
[5] Immanuel Kant (1724-1804)
[6] Adam Smith (1723-1790)
[7] Alexis Henri Charles de Clérel de Tocqueville (1805-1859)
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